Archivi categoria: Riforma scolastica

Scuola. Politica governativa, sindacale e qualità degli obiettivi formativi.

ANTONINO PETROLINO

Nel campo della politica scolastica, ogni attore svolge il proprio ruolo o quello che ritiene tale. Ma proprio per questo non può che suscitare stupore, e anche imbarazzo, leggere le valutazioni formulate in coro dai sindacati sulla bozza di decreto legge sulla scuola.

Certo: il sindacato fa il suo mestiere, che è quello di difendere i lavoratori o coloro che aspirano a diventarlo. Ma lo fa bene quel mestiere? Lo fa, vorremmo dire, anche in vista di una sempre maggiore qualificazione dei futuri insegnanti, tale che – in nome di essa – si possano richiedere stipendi meno esigui degli attuali? È lecito dubitarne.

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Purtroppo, quando si arriva all’alternativa che, da almeno cinquant’anni, discrimina le decisioni in questa materia, il sindacato si colloca con decisione sempre dalla stessa parte, che è quella della quantità e non della qualità. La parola d’ordine è sempre: “allargare gli spazi” e “abbassare i requisiti minimi”.

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Scuola. Percorsi per le Competenze trasversali e l’orientamento (Pcto)

Filomena Zamboli

La legge di Bilancio per l’anno 2019 (legge n. 145/2018) ha disposto la ridenominazione dei percorsi di alternanza scuola lavoro (Dl 77/2005) in “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” (Pcto). Non si tratta, evidentemente, solo di una mutazione semantica: l’idea che le competenze degli studenti potessero trovare opportunità di sviluppo ulteriore attraverso uno scambio osmotico tra il contesto scolastico e gli ambiti di applicazione pratica e con il mondo del lavoro aveva bisogno di approfondimento.

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La Raccomandazione del Consiglio europeo del 22 maggio 2018 ridisegna, infatti, le otto competenze per l’apprendimento permanente: affrontare i percorsi educativi e di istruzione attraverso le competenze vuol dire “migliorare le abilità di base, ma anche investire in competenze più complesse, le cui caratteristiche sono state rimodulate per assicurare resilienza e capacità di adattamento”. In chiave europea, insomma, gli obiettivi e i conseguenti risultati di apprendimento si collegano al mondo reale attraverso attività orientate all’azione e realizzate in esperienze concrete, progetti diretti al fare e compiti di realtà. In particolare, le competenze personali e sociali, nelle quali possiamo annoverare anche le soft skills, rivestono un’importanza decisiva per la coniugazione con la funzione orientativa che postulano.

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FORMAZIONE. Istituti Tecnici Superiori (ITS). Una porta aperta sul lavoro

ALESSIA TRIPODI

Sono percorsi biennali alternativi alla laurea con un tasso di occupazione che mediamente supera l’80%. Si chiamano Its, Istituti tecnici superiori, sono nati quasi 10 anni fa e ancora oggi sono l’unico canale terziario alternativo all’università.

I corsi, progettati in collaborazione con le imprese del territorio, formano i tecnici di Industria 4.0, figure professionali molto gettonate sul mercato del lavoro.Schermata 2019-11-05 alle 19.07.09.jpg

Nonostante le ottime performance in termini di occupazione, però, solo il 2% degli studenti opta per un corso Its, nella maggior parte dei casi perché non conosce questo canale. Per questo abbiamo (virtualmente) viaggiato da Nord a Sud per raccontare, attraverso le voci dei protagonisti, le opportunità offerte da questi istituti.

PER SAPERNE DI PIU’

Scarica l’e-book con la mappa completa di tutti gli Its

 Its garanzia di occupazione: il 90% ha un lavoro «coerente»
 Its, eccellenza ancora di nicchia: 82% di occupati ma 2% di studenti

 

Reclutamento del personale scolastico: Il Decreto Scuola entra in vigore

Pubblicato in Gazzetta ufficiale, il Decreto legge del 29ottobre 2019, n. 126 contiene importanti misure relative al comparto scolastico. Tra i contenuti di maggior rilevanza, il testo presenta il concorso ordinario e straordinario per l’immissione in ruolo di docenti e apporta alcune modifiche che riguardano la possibilità da parte dei docenti delle scuole paritarie di partecipare al concorso, al solo fine di conseguire l’abilitazione, e l’ammissione alla classe di concorso per DSGA esclusivamente a figure in posseia.jpgsso di laurea.

Contestualmente, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca è autorizzato a bandire una procedura straordinaria per titoli ed esami per docenti della scuola secondaria di primo e di secondo grado, finalizzata all’immissione in ruolo e all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. La procedura straordinaria sarà a livello nazionale, ma organizzata su base regionale ed è finalizzata alla definizione, per la scuola secondaria, di una graduatoria di vincitori, distinta per regione e classe di concorso nonché per l’insegnamento di sostegno, per complessivi ventiquattromila posti

PER LEGGERE IL DECRETO-LEGGE 29 ottobre 2019, n. 126 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2019/10/30/255/sg/pdf

Learning Leadership for Change: il resoconto workshop a Fiera Didacta Italia

Il 10 ottobre 2019, nell’ambito di Fiera Didacta Italia 2019, si è svolto il workshop L2C – Learning Leadership for Change: riconoscere, costruire e supportare pratiche di shared leadership scolasticaparticolarmente apprezzato dai docenti.

Ad aprire i lavori, le ricercatrici Indire Paola Nencioni ed Elettra Morini, parte del gruppo di progetto L2C, cui sono seguiti gli interventi di Enrique Martin di European Schoolnet, dei dirigenti scolastici e di alcuni docenti delle scuole partecipanti al progetto per l’Italia:

  Il workshop è stato un’occasione per condividere temi importanti come il concetto di Shared leadership e la Teoria del Cambiamento e per vedere più da vicino le caratteristiche del progetto L2C.

Dopo una parte introduttiva e di approfondimento sul tema, i partecipanti hanno lavorato insieme su tre temi:

  1. STEM

  2. Uso innovativo delle ICT nell’insegnamento

  3. Cittadinanza digitale

Questi gli spunti tematici forniti ai tre gruppi:

STEM – Cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale
I ragazzi magari sono sensibilizzati, visto il trend del momento, ma…
Quanto realmente informati su cause, effetti di abitudini sbagliate, possibili soluzioni?
Quali azioni concrete possono essere messe in campo?

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Uso innovativo delle ICT nell’insegnamento – Didattica laboratoriale per promuovere il coinvolgimento e la motivazione degli studenti
Le ICT possono essere strumenti utili ad aumentare il coinvolgimento e la partecipazione degli studenti, soprattutto di quelli che possono fare più fatica a mantenere l’attenzione, a partecipare attivamente ai lavori di gruppo, che hanno difficoltà linguistiche perché non italofoni. TIC per l’inclusione.

Cittadinanza digitale- Fake news e media literacy
I ragazzi usano i social e internet in generale per moltissime ragioni: chattare, giocare, scrivere, leggere, studiare e fare ricerche. Come sviluppare competenze digitali che li rendano più consapevoli e critici nell’uso di questi strumenti?

Tutti i partecipanti hanno lavorato affrontando la teoria del cambiamento e hanno pianificato progetti che prevedono pratiche di shared leadership, ovvero di condivisione a vari livelli di obiettivi e responsabilità. Gli esiti del Tag Cloud realizzato nel corso dell’evento offrono un’utile sintesi di quanto emerso alla fine della giornata di lavoro.

Tutti i partecipanti al workshop, ma anche tutti coloro che leggeranno questo breve articolo, sono invitati a partecipare al MOOC L2C sulla shared leadership co-costruito nell’ambito del progetto e presentato in occasione dell’evento di Didacta.

in http://www.indire.it

COMPULSORY EDUCATION IN EUROPE – 2019/20

This publication (Compulsory Education in Europe 2019/2020) provides concise information on the duration of compulsory education/training in 43 European education systems covering 38 countries participating in the EU’s Erasmus+ programme (28EU Member States, Albania, Bosnia and Herzegovina, Switzerland, Iceland, Liechtenstein, Montenegro, North Macedonia, Norway, Serbia and Turkey). Detailed information on the structure of education systems is available in The Structure of the European Education Systems 2019/20. Schematic Diagrams (1).

In most European education systems, compulsory education starts at the beginning of primary education (ISCED level 1), often at the age of 6. However, attending at least the last year of pre- primary education (ISCED level 0) is compulsory in 16 education systems. France and Hungary report the earliest starting age for compulsory education (3 years old). By contrast, in Estonia, compulsory education starts at the age of 7.ebec-messina.jpg

Full-time compulsory education/training, as defined in this publication, refers to a period of full-time education/training that is compulsory for all students. This period is regulated by law and often determined by students’ age. Usually, full-time compulsory education/training is provided in educational institutions/schools. However, in some education systems, certain compulsory education/training programmes can combine part-time school-based and part-time workplace courses (dual system). In such cases, students are assessed for the work they do in both places (workplace and school). In some countries, under certain conditions, compulsory education/training can be provided at home.

In slightly more than half of European education systems, full-time compulsory education/training lasts 10-11 years and ends at the age of 15-16, except in Romania where the leaving age is 17. In the Netherlands, students aged 16 who have not obtained a basic qualification (Startkwalificatie) have to continue their education/training until they turn 18 or get a senior general secondary (HAVO) or pre- university (VWO) or VET (at least MBO 2) diploma. In eight education systems (Estonia, Poland, Slovenia, Albania, Bosnia and Herzegovina, Liechtenstein, Montenegro and Serbia), the duration of full-time compulsory education/training is 9 years.

Education/training is compulsory for more than 11 years in 11 education systems. In Belgium (the three Communities), Luxembourg, Portugal, the United Kingdom (Northern Ireland) and Turkey, the duration of full-time compulsory education/training is 12 years, while in France and Hungary 13 years’ attendance is mandatory for all students. In France, as of September 2020, compulsory education and training will last 15 years. In Germany, the duration varies between the Länder: It is 12 years and 13 years in 11 and 5 Länder respectively. In North Macedonia, the duration varies between 11 and 13 years depending on the programme followed during upper secondary education (see country-specific notes).

In all countries, the full-time compulsory education/training period includes at least primary and lower secondary education levels (ISCED levels 1 and 2). In some countries, it also contains one or more grades of upper secondary education (ISCED level 3). In four education systems (the Netherlands, Austria, Poland and the United Kingdom – England), full-time compulsory education/training is followed by additional compulsory part-time education/training. In the United Kingdom (England), for instance, after the end of full-time compulsory education (age 16), young people still have to remain in education or training until their 18th birthday. However, full-time attendance at school or college is not mandatory. Young people can also fulfil this obligation by participating in part-time education or training combined with full-time work or volunteering, or in work-based learning.

(1) European Commission/EACEA/Eurydice, 2019. The Structure of the European Education Systems 2019/20: Schematic Diagrams. Eurydice Facts and Figures. Luxembourg: Publications Office of the European Union.

 

Sistemi educativi in Europa e istruzione obbligatoria. Due Rapporti Eurydice

ERICA CIMO’

Come sono strutturati i sistemi educativi dei vari Paesi europei? Quali sono i modelli di organizzazione dell’istruzione di livello primario e secondario in Europa, e quanto dura ogni livello di istruzione? Quali differenze ci sono tra icompiti-casa-amiche.jpg

 programmi offerti a livello terziario?

Domande cui rispondono due nuovi rapporti della rete Eurydice, rispettivamente dedicati alla struttura dei sistemi educativi europei e all’istruzione obbligatoria in Europa.

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Le vittime di una “alternanza scuola-lavoro” archiviata troppo in fretta

MARCO TEDESCO

Forse hanno davvero ragione coloro che sostengono che l’alternanza scuola lavoro (Asl), introdotta quattro anni fa con la legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, sia stata archiviata troppo in fretta e senza neppure misurarne e approfondirne i reali risultati sul campo. Soprattutto osservando e – viene proprio il caso di dirlo – imparando dalle, non poche, best practices messe in atto da diversi istituti, con la fattiva collaborazione delle imprese, in tutAN1_9059_1.jpgta Italia.

A tal proposito, giova ricordare che la Legge di bilancio 2019, targata governo giallo-verde, è intervenuta sull’alternanza scuola-lavoro – ribattezzata “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” (Pcto) – riducendone risorse e numero minimo di ore da svolgere: 90 ore nei licei; 150 ore negli istituti tecnici; 210 ore negli istituti professionali. Sulla nuova alternanza grava altresì il parere negativo del Consiglio superiore della pubblica istruzione (Cspi), che a fine agosto ha invitato il Miur a modificare, in modo significativo, il testo delle “linee guida” al fine di eliminare le criticità evidenziate; tenere conto dei pareri già espressi dallo stesso Cspi su queste tematiche; ottenere un testo chiaro e di facile applicazione da parte delle scuole.

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Education and Training Systems in Europe 2019

European Commission/EACEA/Eurydice

Education and Training Monitor 2019

Report contains more than 35 key structural indicators on education policies in six areas: early childhood education and care (ECEC), achievement in basic skills, early leaving from education and training (ELET), higher education, graduate employability and learning mobility.

Policy context

The indicators provide information on the national policies and structures that contribute to achieving the benchmarks set in the strategic framework for European cooperation in education and training (‘ET 2020’).Bandiera-eu.jpg

EU and Member States’ performance on the ET 2020 benchmarks are analysed in detail in the European Commission’s Education and Training Monitor. The Eurydice project on Structural Indicators for Monitoring Education and Training Systems in Europe contributes to the contextual information for this analysis. It provides yearly data since 2015, which illustrate the main policy developments in education and training systems across Europe.

Selection of indicators

The structural indicators were selected by the European Commission’s Directorate General for Education and Culture (DG EAC) using information from several recent Eurydice reports that provide extensive focus on specific policy areas.

The selection of the structural indicators was discussed with the Eurydice National Units and country representatives of the Standing Group on Indicators and Benchmarks (SGIB).

Earlier updates

In 2015 and 2016, the structural indicators were published in detailed Eurydice reports presenting methodology, definitions, country examples and visual representation for each indicator. In 2017 and 2018, they were published as short reports containing only the summary tables of data.

In addition, the summary tables for the EU Member States were included in the European Commission’s Education and Training Monitor 2017 (only selected topics) and Education and Training Monitor 2018 (see Volume 1, Annex).

2019 update

This report contains the updated indicators for the 2018/19 school/academic year together with a short overview of the major reforms since the start of the 2014/15 school/academic year in six policy areas:

1. Early childhood education and care (ECEC)
2. Achievement in basic skills
3. Early leaving from education and training (ELET) 4. Higher education
5. Graduate employability
6. Learning mobility (reference year 2017/18)

Information on the scope of each indicator, as well as detailed definitions of the terms used can be found at the end of the report.

Part of the information in this report that concerns the EU Member States was published in the Education and Training Monitor 2019.

Country coverage

The 2019 update of the structural indicators covers all EU Member States, as well as Bosnia and Herzegovina, Iceland, Liechtenstein, Montenegro, North Macedonia, Norway, Serbia and Turkey. The information has been collected through a questionnaire completed by the national representatives of the Eurydice Network.

 

Le politiche educative europee 2018/2019 nell’ultimo rapporto di Eurydice

ALESSANDRA MOCHI

In che modo le politiche dell’educazione e cura della prima infanzia differiscono da un Paese europeo all’altro? Quali politiche aiutano a evitare l’abbandono precoce dell’istruzione e della formazione? Per l’accesso all’istruzione superiore, l’apprendimento informale è riconosciuto da tutti i Paesi europei?Schermata 2019-10-22 alle 16.38.29.jpg

L’ultimo rapporto della rete Eurydice, Structural Indicators for Monitoring Education and Training Systems in Europe 2019″, presenta più di 35 indicatori strutturali sulle politiche educative per l’anno scolastico e accademico 2018/19 su sei ambiti: istruzione e cura della prima infanzia (ECEC), acquisizione di competenze di base, abbandono precoce dell’istruzione e della formazione (ELET), istruzione superiore, occupabilità dei laureati e mobilità per l’apprendimento.

L’aggiornamento del 2019 degli indicatori strutturali riguarda tutti gli Stati membri dell’UE, nonché la Bosnia-Erzegovina, l’Islanda, il Liechtenstein, il Montenegro, la Macedonia settentrionale, la Norvegia, la Serbia e la Turchia.

L’edizione di quest’anno offre anche una breve panoramica sulle principali riforme introdotte nei sei ambiti a partire dall’anno scolastico/accademico 2014/15.

Parte delle informazioni contenute nel rapporto che riguardano gli Stati membri dell’UE sono state pubblicate nel documento “Education and Training Monitor 2019”.

Leggi il report “Structural Indicators for Monitoring Education and Training Systems in Europe 2019” >>

in http://www.indire.ir 22 ottobre 2019