Droga, una vittima ogni 26 ore. Relazione annuale al Parlamento

VINCENZO R. SPAGNOLO

L’utilizzo di droghe, in Italia, miete quasi una vittima al giorno: 334 nel 2018, 38 in più dell’anno precedente. In media, una ogni 26 ore. Fra i più giovani, sono 660mila gli studenti che hanno fatto uso, nell’ultimo anno, di almeno una sostanza illegale: cannabis in testa (25,6%), ma seguita dalle Nps, le nuove (e micidiali) sostanze psicoattive come il Fentanyl, col 7%. In generale, il costo annuo per la cura e il trattamento delle tossicodipendenze è quantificabile in poco meno di «due miliardi di euro», in base a «una stima sicuramente in difetto», perché non tiene conto delle patologie correlate ai comportamenti a rischio legati al consumo, come le malattie infettive (Epatite B e C, Hiv e Aids).

Sono alcuni dei dati, non certo rassicuranti, contenuti nella Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze per il 2019, realizzata dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del consiglio. Lo scorso 29 ottobre, il testo è stato trasmesso alla Camera dei deputati dal ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà e potrebbe essere diffuso in queste ore. Ieri Avvenire ha potuto visionarlo: in 283 pagine, suddivise in sei capitoli, contiene la fotografia più aggiornata (basata su dati consolidati relativi al 2018) del consumo di sostanze, del trattamento sanitario, del contrasto giudiziario e delle attività di prevenzione nel nostro Paese.

Cannabis, regina del mercato
Nel 2018, le operazioni antidroga sono state 25.596. E fra i 123.186 chilogrammi di droghe sequestrate, la cannabis resta la sostanza più diffusa, con una «spesa stimata intorno ai 4,4 miliardi di euro l’anno» e «una percentuale di purezza alta» (12% per la marijuana, 17% per l’hashish). Dosi o carichi di “erba” o di “fumo” vengono scoperti nel 58% delle operazioni antidroga e assommano al 96% del totale di sequestrati. Inoltre, l’80% delle segnalazioni di consumo (illecito amministrativo ai sensi del noto articolo 75 del Dpr 309/1990) e il 48% delle denunce alle autorità giudiziarie sono relative ai cannabinoidi (marijuana, hashish e piante di cannabis). Un terzo degli studenti delle superiori ha “fumato” almeno una volta, con una «iniziazione» spesso intorno ai 15-16 anni. Inoltre, sono circa 150mila gli studenti tra i 15 e i 19 anni che potrebbero necessitare di un sostegno clinico.

Nps, la nuova minaccia online
Attraverso il web, iniziano ad arrivare in Italia «nuove sostanze psicoattive»: cannabinoidi, catinoni e oppioidi sintetici (come il famigerato Fentanyl, responsabile quest’anno negli Usa di 72mila decessi), in genere ordinati su Internet e ricevuti per posta. Sono «oltre 400», si legge a pagine 246, i «siti/forum/account social molto usati soprattutto dai giovani», come «piattaforme di vendita online», per i quali sono state «avanzate al ministero della Salute, 17 proposte di oscuramento di siti». Le indagini hanno «portato al sequestro di quasi 80 kg e 27mila dosi di sostanze sintetiche». E nel solo 2018, 5 decreti del ministero della Salute hanno inserito 49 nuove droghe nelle tabelle delle sostanze illegali. E il «Sistema nazionale d’allerta precoce» (Snap) «permette di identificare in tempi sempre più ridotti nuove sostanze in circolazione»: 39 nuove molecole scoperte nel 2018 (soprattutto catinoni sintetici e triptamine), in 15 casi con esami su persone «giunte in pronto soccorso per intossicazioni acute».

Coca e incidenti stradali
Il mercato della “neve” è stabile ma fiorente, con una spesa stimata di «6,5 miliardi». Dopo la cannabis resta «la sostanza maggiormente consumata dai poliutilizzatori» e uno «dei pericoli sociali di maggiore rilevanza», per gli incidenti stradali dovuti al suo abuso. Quella in circolazione adesso è più pura: dal 33% di principio attivo del 2016 è passata al 68% nell’ultimo biennio, con ricoveri e casi di decesso cresciuti rispettivamente del 38% e 21%.

Eroina per quindicenni
Sul fronte degli oppiacei, i dati mostrano una crescita: nel 2018, una tonnellata di eroina è stata sequestrata dalle forze dell’ordine; il principio attivo è del 18%, più alto che in passato; sale il prezzo di spaccio e raddoppiano le denunce per traffico. Ne fanno uso 6 persone ogni mille. Soprattutto, ed è l’aspetto più allarmante, «l’aumento della disponibilità di eroina» si accompagna alla crescita della percentuale dei giovani fra 15 e 19 anni, che l’hanno provata almeno una volta: «Dall’1,1 all’1,5%».

Decessi e ricoveri d’urgenza
Di droga si muore di più di prima: «Si è verificato un incremento dei decessi direttamente droga-correlati», passati «dai 296 casi del 2017 a 334 nel 2018». Una vittima ogni 26 ore, per intendersi. Con un inquietante raddoppio («+92%») dei decessi fra «le donne over 40». In generale, s’incrementa il numero delle persone «in trattamento» per l’uso di stupefacenti (con un 14% di «nuovi utenti») per un totale di 133.060 (88% uomini, dipendenti soprattutto da eroina e coca). Ma se i 568 servizi pubblici per le dipendenze e le 839 strutture socio-riabilitative censite (su 908 presenti) notano un «invecchiamento della propria utenza», sono i dati sui ricoveri a indicare come molti assuntori non siano consapevoli dei rischi. In un anno, infatti, sono state 7.452 persone finite in ospedale, più di 20 al giorno. E «più della metà di tali diagnosi fa riferimento a sostanze miste o non conosciute», col sospetto che sia la punta dell’iceberg di una «popolazione insorgente di utilizzatori di sostanze sintetiche e Nps, in maggioranza giovani».

Il dramma delle carceri
Secondo la relazione, sale la cifra dei «soggetti segnalati per detenzione di sostanze per uso personale» (cannabis in 8 casi su 10). Resta invece stabile il numero dei denunciati alla magistratura per traffico, spaccio e altri reati; 35.745 persone, con aumento degli over 35 e delle donne. Il narcomercato genera «conseguenze nell’ambito penitenziario»: la popolazione carceraria «è costituita per un terzo da detenuti» per reati collegati alle droghe e «per un quarto da soggetti tossicodipendenti» in cura.

Prevenzione nelle scuole
Il Dipartimento politiche antidroga ha siglato un accordo con la direzione generale per lo studente del Miur e ha promosso progetti e convenzioni (circa 70) con università ed enti non profit. «Gli interventi di prevenzione – osservano gli esperti del Dpa – rivestono un ruolo fondamentale, in particolar modo in ambito scolastico» per «identificare tempestivamente i comportamenti a rischio e le condizioni di vulnerabilità» dei ragazzi.

in Avvenire, 06 dicembre 2019

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