SCUOLA. Alcune novità

Claudio Tucci

A giugno debutterà il nuovo esame di terza media (nel 2019 toccherà alla maturità); a settembre sarà operativa la riforma degli istituti professionali; gli Its aumentano il finanziamento aggiuntivo con l’obiettivo di aumentare il numero degli alunni, da 9mila ad almeno 20mila; anche per i presidi arriverà il nuovo contratto, e per le loro retribuzioni inizierà un (lento) percorso di avvicinamento a quelle della dirigenza pubblica.

Lo stato dell’arte della Buona Scuola
È il Programma nazionale di riforma (Pnr), appena pubblicato sul sito del ministero dell’Economia, in vista della sua trasmissione a Bruxelles, a mettere nero su bianco lo stato di attuazione della riforma scolastica.

Decolla il sistema integrato 0-6
Un’altra novità della riforma Renzi-Giannini è l’arrivo del Piano nazionale pluriennale di azione per la promozione del sistema integrato di istruzione da 0 a 6 anni che mira al potenziamento dei servizi offerti alle famiglie e alla riduzione dei costi sostenuti dai genitori, per garantire pari opportunità di educazione, istruzione e cura, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche e culturali. Il piano definisce gli obiettivi strategici del nuovo sistema tra i quali rientrano, tra l’altro, il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i 3 anni di età e la presenza di nidi in almeno il 75 per cento dei Comuni. Per il primo anno sono stati già stanziati 209 milioni da assegnare agli enti locali.

Scuola-Lavoro 4.0
Si punta poi a rafforzare l’alternanza scuola-lavoro. Un protocollo firmato tra Miur e Anpal punta a una maggiore integrazione con le imprese, costruendo relazioni stabili con i datori attraverso i tutor messi a disposizione delle scuole, alla qualificazione delle fasi di progettazione, gestione e monitoraggio dei percorsi, all’assistenza ai tutor scolastici e aziendali impegnati nella realizzazione dei percorsi di formazione “on the job”. È stata poi introdotta la «Carta dei diritti e dei doveri» degli studenti in alternanza oltre a una piattaforma on line per semplificare la gestione pratica di questa esperienza da parte di tutti i soggetti coinvolti. Si prevede inoltre il rafforzamento della formazione per i docenti che svolgono le funzioni di tutor. In prospettiva è in fase di realizzazione il progetto alternanza scuola-lavoro 4.0, un’iniziativa nata per favorire l’integrazione fra il mondo della scuola e quello della nuova imprenditoria digitale. Nella fase iniziale, saranno coinvolte oltre 60 start up attive su tutto il territorio italiano che accoglieranno studenti delle scuole secondarie superiori. Alternanza scuola-lavoro 4.0 si propone come una piattaforma aperta e collaborativa, a disposizione di tutti gli attori del digitale intenzionati a trasmettere la cultura imprenditoriale dell’innovazione ai giovani studenti.

Dispersione scolastica
Sulla dispersione scolastica, è scritto nel Pnr, l’Italia ha già raggiunto dei buoni risultati in materia, avvicinandosi all’obiettivo Europa 2020. Restano tuttavia forti squilibri territoriali e di genere, con Sicilia, Campania, Sardegna sopra la media nazionale e i maschi più coinvolti delle femmine; inoltre, percentuali più alte si registrano fra gli studenti di cittadinanza non italiana che non sono nati in Italia e fra coloro che partono da condizioni economiche e sociali meno vantaggiose.

Card 18enni
Ad agosto, è stato esteso l’utilizzo della Carta elettronica per gli acquisti di beni e servizi culturali ai giovani che nel 2017 hanno compiuto 18 anni di età.

I nuovi Ip
Dall’anno scolastico 2018/2019 debutterà un nuovo modello organizzativo per l’istruzione professionale che prevede, tra l’altro, un ampliamento degli indirizzi (da 6 a 11) in linea con il sistema produttivo tipico del Made in Italy e un nuovo modello didattico personalizzato basato sull’uso diffuso dei laboratori e che integri competenze, abilità e conoscenze oltre ad accompagnare gli studenti in tutto il percorso di studi. L’obiettivo è fare dell’istruzione professionale un laboratorio permanente di ricerca e di innovazione, in continuo rapporto con il mondo del lavoro.

Rafforzati gli Its
Nell’ambito del Piano Impresa 4.0, si è puntato sul potenziamento degli Istituti tecnici superiori (Its) con l’obiettivo di incrementare il numero degli iscritti dagli attuali 9mila a circa 20mila. La legge di Bilancio 2018 ha stanziato risorse pari a 10 milioni nel 2018, 20 nel 2019 e 35 a partire dal 2020, a cui si aggiungono 15 milioni nel 2019 e 15 milioni nel 2020 a valere su risorse del ministero dello Sviluppo economico, destinati agli Its al fine di supportare lo sviluppo di competenze 4.0.

La valutazione dei presidi
A gennaio 2018 il Miur ha presentato i primi risultati sul procedimento di valutazione della dirigenza scolastica. Il 67 per cento dei presidi ha compilato il portfolio digitale per documentare la propria crescita professionale in cui vengono raccolti i dati anagrafici, i risultati dell’autovalutazione professionale riferita a specifiche aree tematiche e le informazioni relative alle azioni intraprese per il raggiungimento degli obiettivi di gestione dell’Istituto.

Assunzioni e retribuzioni
La legge di Bilancio 2018 contiene una serie di disposizioni a favore della scuola, a partire da quelle relative alle assunzioni di nuovi docenti. Si autorizza anche un piano di reclutamento straordinario del personale Miur per ridurre il carico amministrativo sulle scuole. Inoltre, le retribuzioni dei dirigenti scolastici verranno armonizzate a quelle degli altri dirigenti del comparto «Istruzione e Ricerca», grazie ad uno stanziamento di 37 milioni per il 2018, 41 milioni per il 2019 e 96 milioni a regime dal 2020. Altre disposizioni riguardano, inoltre, la valorizzazione dei docenti, con la creazione di un fondo dotato di 10 milioni nel 2018, 20 nel 2019 e 30 dal 2020 e la previsione di ulteriori risorse disponibili per il rinnovo contrattuale del personale delle amministrazioni statali da destinare anche al personale scolastico. Si conferma, inoltre, per il 2018 lo stanziamento di 75 milioni da destinare all’assistenza di alunni con disabilità.

in Il Sole 24 Ore, 30 aprile 2018

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