Legalità e scuola. Migliaia di studenti in marcia a Palermo contro la mafia

Ribadire il proprio ‘no’ alla mafia, marciando insieme studenti e genitori, nonni e nipoti, sindaci, sacerdoti. Come 35 anni fa. In migliaia si sono dati appuntamento a Bagheria, davanti alla scuola “Carducci”, per marciare fino a Casteldaccia lungo quella via dei Valloni, oggi “via della Marcia Antimafia” un tempo scelta dai killer della criminalità organizzata e dai latitanti come strada di fuga.
“Ricordare la prima marcia antimafia di trentacinque anni fa e rifarla oggi – spiega Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre – significa fornire ai giovani di oggi non solo la memoria di un esempio, cioè la prima rivolta di popolo contro le mafie fino allora combattuta dai contadini e dagli operai sostenuti dalle sinistre, ma uno strumento di comprensione del loro presente per costruirsi un futuro libero dalle mafie, dalle diseguaglianze, da ogni ingiustizia sociale e violenza. Qualche mese fa, otto commercianti di Bagheria hanno denunciato i loro estortori, mettendo a nudo diversi traffici illegali”. “Tutto ciò – continua Lo Monaco – 35 anni fa era impensabile. In questo quadro è bene sottolineare i passi avanti dell’antimafia sociale concreta che ha messo in crisi quella autoreferenziale, di cartone, utile solo a sbandierare fumo e a rivendicare qualche misero vantaggio politico o mediatico”. Alla marcia era presente anche l’Arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice che ha sottolineato come quest’anno ricorra anche il 25esimo anniversario di quel “Convertitevi!”, rivolto da Giovanni Paolo II ai mafiosi dalla Valle dei templi. “A voi giovani – ha detto don Lorefice – chiedo di spingere, spronare e criticare, se serve, gli adulti, le istituzioni, la stessa Chiesa per far sì che dalla vostra spinta, nasca una società più equa e più giusta”. Alla manifestazione è arrivato anche un messaggio del Presidente della Regione, Nello Musumeci che sottolinea come la marcia sia “un’occasione di testimonianza e partecipazione civile, un segno di inequivocabile valore per le Istituzioni e per tutto il territorio siciliano. L’impegno nella lotta alla mafia è un caposaldo imprescindibile per chiunque si riconosca in un disegno sociale improntato alla democrazia e alla giustizia”. Fitto il cartello di enti e associazioni che hanno aderito da ANCI Sicilia, con i sindaci del comprensorio ai sindacati Cgil, Cisl, Uil, e poi l’Arcidiocesi di Palermo, la Caritas, le associazioni studentesche e culturali, il Consorzio Sviluppo e Legalità, Erripa, Avviso Pubblico e Articolo 21.

in ANSA 26 febbraio 2018

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: