Archivio mensile:luglio 2015

L PARADOSSO DELL’ABBONDANZA

Francesco Macrì

Nutrire il pianeta, energia per la vita” è lo slogan scelto per il grande evento mondiale dell’EXPO 2015 di Milano. Si tratta di un auspicio di non poco conto considerati i milioni e milioni di uomini che nel mondo, in tutte le sue latitudini, ancora oggi soffrono o muoiono di fame.

Questa Expo, ha affermato papa Francesco, dovrebbe essere “l’occasione propizia per globalizzare la solidarietà” perché siamo di fronte ad un terribile ed inaccettabile “paradosso”. Da una parte c’è una piccola percentuale di umanità che vive nell’opulenza e nello spreco e, addirittura, si ammala per il troppo cibo, dall’altra una, molte volte più grande, che non riesce a mangiare abbastanza neanche una volta al giorno.

Le cause che hanno generato questa divaricazione sono diverse, ma una le sovrasta tutte: l’ingiustizia, il potere, la sopraffazione, la legge del più forte, l’imposizione delle monoculture, la rapina delle materie prime; con altre parole, oggi messe un po’ ai margini del linguaggio parlato, l’imperialismo, il colonialismo, il mercato selvaggio senza regole. Si tratta di una politica miope, oltre che disumana, che sta scavando la fossa sotto i piedi di tutti noi. Non ancora per molto tempo questi “affamati” accetteranno di rimanere in queste condizioni di disperazione. La miccia che può farli esplodere può avere nomi diversi: razzismo, integralismo, nazionalismo, ma l’obiettivo è unico: pareggiare i conti con l’Occidente, ristabilire un maggiore equilibrio tra chi ha molto e chi ha poco o niente. Un risultato che sarà raggiunto lasciando sul campo migliaia e migliaia di morti. Saggezza vorrebbe che si anticipasse questa situazione e si predisponessero le cose perché si arrivi pacificamente ad un traguardo di giustizia ed equità, che non può più essere rinviato alle calende greche.

Il monito di Francesco è frutto di saggezza. Non dovrebbe essere lasciato cadere nel nulla. La solidarietà, anche se non per motivi nobili, per ideali religiosi e umanitari, deve essere praticata almeno per evitare il peggio.

Bisogna assumere una nuova visione di gestione del mondo e dei suoi beni. Bisogna cambiare comportamenti, abitudini, sprechi. Vecchie parole come giustizia, temperanza, riciclo devono ritornare alla ribalta, di moda. Le devono assumere le politiche nazionali e internazionali, le devono assumere i singoli individui nella loro vita privata e personale. Saranno le uniche che ci potranno salvare dalla violenza dei poveri, ma anche dall’invasione dei rifiuti. La terra non è una risorsa inesauribile, un vuoto a perdere! Il tempo sta per scadere. Affrettarsi a trovare la giusta soluzione del problema é nell’interesse di tutti: ricchi e poveri.