Archivio mensile:febbraio 2014

Investire nella scuola. Un promemoria per il Governo e il Ministro dell’Istruzione

Francesco Macrì

All’attenzione

del Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Matteo Renzi, che si é presentato alle Camere per chiedere la fiducia con la determinata volontà di guidare il Paese fino al termine naturale della legislatura (2018) e, quindi, per un tempo abbastanza lungo per mettere mano alle riforme, e del Ministro dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca, Sen. Stefania Giannini,

sottoponiamo alcune urgenze

del sistema educativo nazionale di istruzione e formazione perché la loro soluzione possa effettivamente offrire un servizio di qualità agli studenti e alle loro famiglie, diventare contestualmente potente motore di sviluppo, umano sociale, economico, occupazionale dell’intero nostro Paese, ed infine superare anacronistiche ed ingiuste discriminazioni tra scuola statale e paritaria quasi che entrambe non svolgessero una funzione pubblica nell’interesse del bene comune:

  1. Che l’educazione e la scuola siano per davvero la “scelta strategica e prioritaria” dell’agenda politica
  2. Che alla luce dell’evoluzione e complessità della società contemporanea, dei nuovi e differenziati bisogni educativi emergenti, delle nuove tecnologie digitali, dei nuovi saperi, ecc. abbiano una ridefinizione e risignificazione il ruolo, la funzione, la finalità, l’identità della scuola e, quindi, anche il ruolo, la funzione, l’identità del dirigente e del docente
  3. Che siano create le condizioni soggettive (borse di studio, orientamento, formule di accompagnamento tutoriale, ecc.) ed oggettive (trasporti, materiali didattici, mense, assistenza sanitaria, ecc.) di sostegno per l’effettivo “esercizio” del diritto-dovere di tutti (nessuno escluso) all’istruzione e alla formazione permanente.
  4. Che sia ripensata e riqualificata la formazione iniziale (curricoli specialistici e decisamente orientati alla professione che si andrà a svolgere, esperienze mirate sul campo presso scuole d’eccellenza in Italia e all’estero, accompagnamento tutoriale, ecc.) e quella in servizio (piani formativi organici e strutturati, incentivi economici e di carriera, obbligo formativo, ecc.) del personale dirigente e docente perché ogni vera riforma che tenda alla qualità totale inizia e si sviluppa a partire dai docenti.
  5. Che siano individuati nuovi criteri e nuove modalità di assunzione del personale direttivo e docente (dagli albi professionali chiamata nominativa da parte delle scuole dell’autonomia attraverso griglie oggettive e non discrezionali di verifica delle competenze professionali, del profilo di personalità, delle capacità di relazione, di collaborazione, della motivazione al lavoro, ecc.)
  6. Che lo sviluppo della carriera del personale avvenga in base soprattutto al merito (capacità, impegno, dedizione, aggiornamento, collaborazione, pubblicazioni, ricerche, risultati raggiunti, ecc.)
  1. Che sia ampliata e rafforzata l’autonomia delle istituzioni scolastiche (a fronte di standard di risultati vincolanti, definiti a livello nazionale e regionale): maggiore autonomia innovativa, organizzativa, didattica, amministrativa, gestionale, economica, sottoposta tuttavia a continue ed accurate verifiche di monitoraggio, autovalutazione e valutazione da parte del MIUR e di un soggetto terzo)
  2. Che sia creato un più moderno e stringente sistema di valutazione del personale dirigente, docente e non-docente, delle scuole, dell’intero sistema di istruzione e formazione, facente riferimento al MIUR ma anche ad un soggetto terzo
  3. Che sia attuato un vero sistema scolastico integrato, nel quale le scuole statali e paritarie siano tutte finanziate dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali (per la parte di loro competenza) in maniera equa e senza discriminazioni a motivo della natura giuridica del loro ente gestore e, quindi, sia riconosciuta di fatto la libertà di scelta educativa delle famiglie.

   10. Che sia potenziata e valorizzata l’istruzione tecnica e professionale col superamento      di ogni forma strisciante di liceizzazione o di gerarchizzazione

  1. Che sia sviluppato il sistema postdiploma, la formazione degli adulti, l’apprendistato
  2. Che siano sostenuti adeguatamente i portatori di handicap, i giovani in difficoltà e a rischio, i giovani immigrati
  3. Che siano creati raccordi solidi ed istituzionalizzati (non soltanto brevi stage) tra scuola-società-mondo del lavoro
  4. Che siano creati organismi di autogoverno e di corresponsabilità di istituto, territoriali, nazionali svincolati da ogni sorta di sindacalizzazione e politicizzazione

15.Che siano definite le norme generali dell’istruzione, i principi fondamentali, i livelli essenziali delle prestazioni, i costi standard

  1. Che siano coordinate e definite senza ambiguità le competenze esclusive e concorrenti dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali, delle istituzioni scolastiche
  2. Che sia rimodulata la durata dei cicli nella prospettiva di un’uscita a 18 anni di età
  3. Che sia modernizzata l’edilizia scolastica, la strumentazione didattica
  4. Che sia riqualificato l’esame di maturità
  5. Che sia abolito il valore legale del titolo di studio
  6. Che siano ampliati e potenziati i servizi dell’infanzia (da 0 a 6 anni)
  7. Che sia valorizzata (pari dignità) la formazione professionale di competenza regionale e sia meglio interfacciata con il sistema di istruzione e formazione
  8. Che sia garantita la tenuta dell’unitarietà del sistema nazionale della scuola contro il pericolo di una sua frantumazione e regionalizzazione che finirebbe per dilatare le distanze tra un territorio e l’altro
  9. Che sia rivisitato il criterio di accesso “gratuito” indiscriminatamente a tutti a prescindere dalla capacità contributiva della famiglia di appartenenza (un modello di falsa democrazia che penalizza pesantemente i ceti popolari e impedisce un finanziamento adeguato all’intero sistema scuola);
  10. Che siano realizzati tutti gli obiettivi europei 2020
  11. Che la scuola sia inclusiva, aperta, internazionale, radicata sul territorio, deburocratizzata
  12. Che si proceda ad una delegificazione del sistema scolastico e sia pubblicato un “Testo unico” delle norme vigenti
  13. Che sia istituzionalizzato un efficace sistema di orientamento scolastico-professionale ed

Roma 27 febbraio 2014