Archivio mensile:settembre 2013

Proposte per la realizzazione della parità scolastica

Francesco Macrì

Camera Deputati – Sala Refettorio del Palazzo San Macuto,

Seminario 20 settembre 2013

Premesse di scenario

Richiamo alcuni principi che servono a definire il quadro teorico della scuola paritaria e nel contempo a giustificare le richieste che successivamente vengo a formulare:

  1. La legge 62/2000, sebbene sia una legge di compromesso politico, e quindi con evidenti limiti, costituisce un passaggio storico di grande rilevanza culturale, giuridica, politica perché assegna una dignità istituzionale alla scuola paritaria, riconosce il suo servizio pubblico nell’interesse del bene comune e pertanto legittima il suo finanziamento pubblico, la rende parte integrante e costituiva dell’unico sistema educativo nazionale di istruzione e formazione, valorizza l’iniziativa e la soggettività dei singoli cittadini e dei corpi intermedi della società civile in ordine all’istruzione ed educazione;

  2. La scuola paritaria è una risorsa indispensabile per lo sviluppo sociale, culturale, economico del nostro Paese in quanto concorre insieme alla scuola statale a garantire in maniera diffusiva e capillare su tutto il territorio nazionale il diritto di istruzione ed educazione di tutti;

  3. Il sistema integrato è una formula ottimale in quanto migliora entrambi i soggetti che lo costituiscono (scuola statale e paritaria) perché inserisce tra di essi un elemento dinamico di reciproco confronto, di reciproca emulazione, di reciproco scambio di esperienze pedagogiche-didattiche-organizzative, di reciproca collaborazione che non possono che condurre verso una migliore qualità ed è la qualità, e non la natura giuridica dell’ente erogatore del servizio scolastico, che garantisce effettivamente l’esercizio e l’assolvimento del diritto soggettivo di istruzione e formazione degli alunni e quindi il progresso della nazione;

  4. La legge 62/2000 è stata finora disattesa per la mancata copertura finanziaria e per un crescendo di vincoli e restrizioni normative in contrasto anche con lo spirito e i dispositivi della legge della autonomia; dal 2002 in avanti il suo finanziamento pubblico ha subito non solo un arresto ma un graduale arretramento quantitativo, una maggiore incertezza nell’assegnazione, una maggiore complessità delle modalità erogative dei contributi previsti (due capitoli di spesa)

  5. In una società globalizzata e competitiva innalzare gli standard di qualità dell’istruzione e della formazione per tutti e per tutto l’arco della vita è una assoluta necessità; pertanto il problema non è avere poche scuole ma più scuole e naturalmente tutte di qualità; anche per questa ragione la scuola paritaria svolge una funzione indispensabile di supporto e di integrazione a quella statale che da sola non sarebbe assolutamente in grado di soddisfare la crescente e diversificata domanda educativa in tutti i segmenti della vita e inoltre sarebbe costretta ad assumere dimensioni macroscopiche di difficilissima, per non dire impossibile, governabilità;

  6. La scuola paritaria costituisce una voce di economia per il bilancio dello Stato perché a fronte di servizi e risultati equiparabili a quelli della scuola statale ha un costo larghissimamente inferiore ad essa; questo dato diventa ancor più apprezzabile nell’attuale contingenza di un bilancio statale in grandissima sofferenza;

  7. La scuola paritaria è una espressione, una declinazione dell’autonomia e una prefigurazione di quello che potrebbe, e forse dovrebbe, diventare per molti profili la scuola statale dell’autonomia (si pensi alla assunzione e gestione del personale, alla flessibilizzazione organizzativa interna e verso terzi, alla utilizzazione intensiva delle strutture e delle attrezzature, all’ampliamento dell’offerta formativa, alla maggiore responsabilizzazione e valorizzazione del personale direttivo, docente e non docente, all’autonomia finanziaria, ecc).

  8. In ordine alla scuola il vero problema, di cui la politica, ma anche il sindacato e prima ancora la società, devono farsi carico, è la sua qualità e non la natura giuridica delle ente gestore. Questa visione pragmatica, deideologizzata, cioè “laica”, è la vera modalità che può sollevarla verso gli standard dei Paesi più avanzati del mondo e, quindi, può garantire all’Italia un futuro di sviluppo e di benessere e ai suoi allievi una risposta piena ai loro bisogni formativi;

  9. Il sistema scolastico integrato di scuola statale e paritaria è il modello che si avvicina di più alla realtà e alle indicazioni dell’Europea (cfr Risoluzioni del Parlamento europeo del 14 marzo 1984 e del 4 ottobre 2012) come pure ad alcuni suoi valori fondanti: libertà, pluralismo, democrazia, equità

  10. La scuola paritaria si legittima non solo perché svolge una funzione di supplenza, di integrazione, di ottimizzazione della scuola statale, ma anche e soprattutto perché esprime e realizza un diritto umano fondamentale: quello della libera scelta educativa delle famiglie e risponde più puntualmente all’accresciuta consapevolezza dei diritti civili di cui ciascun uomo e cittadino é titolare.

Misure urgenti e di media-lunga durataAlla luce di quanto detto fin qui, e cioè che la scuola paritaria è un soggetto pienamente legittimato che rende un servizio pubblico nell’interesse pubblico, le richieste che si rivolgono ai decisori politici nel segno non di un privilegio, ma del riconoscimento di un diritto soggettivo, quello dell’istruzione e dell’educazione di tutti e di ciascuno, e di una ottimizzazione dell’intero servizio scolastico nazionale, possono schematicamente essere così riassunte

  1. Un finanziamento pubblico che sia** adeguato ai servizi resi (il costo medio alunno della scuola statale potrebbe diventare punto di riferimento per determinare questa adeguatezza);**certo nel tempo (per garantire alle singole scuole un minimo di capacità progettuale)** progressivo negli anni (nel rispetto dell’indice di inflazione e delle risposte ai crescenti e nuovi bisogni formativi degli alunni e delle famiglie),** tempestivo e semplificato nelle modalità di erogazione (per rendere possibile una sana e corretta gestione del personale e dell’attività);** reso preferibilmente attraverso il canale del Ministero e non quello delle Regioni, per evitare incresciose disparità tra una Regione e l’altra, come pure il rischio che venga spalmato su altri capitoli, considerati prioritari, del bilancio regionale** assegnato secondo modalità che salvaguardino sempre la libertà e l’autonomia della scuola come previsto espressamente dalla Costituzione e non impediscano l’accesso ai ragazzi delle classi sociali più povere e marginali. Quella che risponde di più a questi criteri è il contributo diretto alle scuole. In subordine, ma ognuna di esse ha delle criticità più o meno forti rispetto ai criteri richiamati, il buono- voucher alle famiglie, la detraibilità delle spese, la defiscalità, ecc.
  2. Esenzione al pari delle scuole statali da pesi impositivi sugli immobili e sui rifiuti (ICI, IMU, ecc.)
  3. Sostegni adeguati per l’accoglienza e l’accompagnamento degli alunni con disabilità, in situazione di disagio, immigrati, rom, e per l’avvio di efficaci azioni di prevenzione;
  4. Accesso a tutte le iniziative e ai benefit, correlati alla formazione permanente (corsi, seminari, strumenti digitali, ingresso a musei, ecc), previsti per il personale direttivo e docente delle scuole statali;
  5. Interventi normativi, amministrativi, giudiziari per sradicare i cosiddetti diplomifici senza tuttavia fare ricorso a “leggi o dispositivi speciali” che penalizzino indiscriminatamente tutti e li sovraccarichino di complessi e costosi adempimenti burocratici;
  6. Trattamento fiscale delle scuole paritarie senza finalità di lucro equiparabile alle onlus
  7. Attivazione a livello nazionale e regionale di specifici Uffici con delega sulla parità scolastica;
  8. Stesura di un Testo unico (o almeno di un semplice vademecum) che unifichi, riorganizzi e razionalizzi le normative vigenti della scuola paritaria armonizzandole anche con le recenti modifiche costituzionali;
  9. Istituzionalizzazione a livello nazionale e territoriale di tavoli tecnici costituiti da rappresentanti del MIUR e delle scuole paritarie per una efficace ed efficiente governance del sistema paritario;
  10. Rappresentanza congrua delle scuole paritarie presso il CNPI, l’INDIRE, l’INVALSI
  11. Accesso ai fondi strutturali europei (es. PON) previsti per la formazione del personale, per la modernizzazione delle attrezzature e strutture, scambio e mobilità degli studenti e docenti, l’integrazione dei disabili, dei giovani immigrati, dei giovani a rischio, degli studenti con difficoltà di apprendimento, ecc.

ConclusioneCon queste richieste si chiede la luna? Assolutamente no. Si chiedono le condizioni oggettive indispensabili perché la scuola paritaria possa funzionare e funzionare al meglio, come è giusto che sia, nell’esclusivo interesse degli studenti che la frequentano.
Ho fatto riferimento soltanto alla scuola paritaria. Ma è la scuola, tutta la scuola nel suo insieme, statale e paritaria, come del resto la Formazione professionale, che devono tornare al centro della agenda politica di chiunque guardi al futuro e al bene della nazione. Senza istruzione ed educazione un drammatico destino è segnato: la regressione, la decivilizzazione, l’imbarbarimento.